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I.T.C.G. "G. Cerboni"

 

La Dirigente Rando al lavoro per recuperare gli spazi esterni dell’istituto. Sono disponibili circa 3000 mq di terreni da sistemare nell’area scolastica

 


Non solo, i suoi progetti vanno oltre e c’è la possibilità di creare anche un “civic center”, attivo nell'extra scuola per i ragazzi, con ambienti dove sarà possibile fare arte, musica, sport, aperto pure alla comunità locale. Per questo i locali ci sarebbero all’interno della struttura, ma sono rimasti incompleti, fatti costruire dalla Provincia e a lungo dimenticati. Sono abbandonati e, talvolta, sono occupati abusivamente da senza tetto che vi passano la notte.

 

La preside Rando sta mettendo in moto le burocrazie necessarie per dare alla scuola tali occasioni di sviluppo e mette in campo i mezzi finanziari dell'istituto e altri fondi saranno da ricercare. «Sì – ha detto al Tirreno la preside – ci sono da recuperare vecchie aule dell'ex liceo scientifico Foresi che molti anni addietro aveva qui la sua sede, ma ne esistono altre nuove fatte costruire dalla Provincia, proprietaria dell'edificio, ancora incomplete. Abbiamo scoperto che qualcuno ha occupato spazi inutilizzati pur di riuscire a passare le notti al riparo e ho denunciato alle autorità competenti il fatto. Per l'area esterna invece è giunto il momento di bonificare questa situazione, sfruttando l'ampio spazio per i nostri corsi di agraria. Anche questi ambienti esterni potrebbero avere una funzione pubblica con una parte del giardino accessibile a tutti e abbiamo i fondi per realizzare il progetto. Per i locali da completare invece saranno da trovare finanziamenti per creare ambienti, ora privi di riscaldamento ed impianto elettrico, che vogliamo recuperare per i giovani e per creare un punto di incontro aperto al territorio. Si potrebbe fare musica e praticare le arti oltre l'orario di scuola. Chiaramente sarà necessario trovare accordi col Comune. Per le classi di agraria il terreno esistente intorno all'edificio è prezioso per fare esperienze dirette di coltivazione. Si potranno mettere alberi di carrubo, olivi, attuare aree seminative, poi filari di viti realizzando un vigneto e abbiamo avuto già input del professor Alessandro Petri, agronomo che ha contribuito per tanti anni alla produzione del celebre vino Sassicaia a Bolgheri. Poi implementare colture idroponiche che sono il futuro dell'agricoltura».

La dirigente ha mostrato lo stato delle aree esterne e degli edifici in disuso. Le immagini sono eloquenti.

«Nel passato – prosegue Rando – pareva che la Provincia completasse i locali e si parlava anche di fare una palestra, in modo da rendere l'istituto autonomo in fatto di attività di educazione fisica, mentre ora la scuola sfrutta il vicino palazzetto dello sport Monica Cecchini e questo ha un costo di affitto nei confronti del Comune. Ma le opere non sono mai iniziate e ora ho pensato di sfruttare i 3000 metri quadrati di spazio esterno, che hanno due parti una di 1640 e l'altro di 1400. Le zone sono tutte da bonificare per eliminare arbusti, rami abbattuti tempo fa e ho ottenuto dalle autorità il permesso di eliminare due pini pericolosi e altri seguiranno la stessa sorte per garantire la sicurezza». Gli studenti di agraria hanno già realizzato alcuni pollai artigianali che potranno ospitare le galline livornesi, perché gli alunni devono imparare anche le tecniche utilizzate nell'allevamento». L'Agraria già opera nei terreni esterni al carcere di Porto Azzurro col progetto “Idea”, che consente ai detenuti di ottenere la patente per guidare un trattore e anche l'abilitazione all’utilizzo di sostanze fitosanitarie per l’agricoltura. «Collaboriamo con gli agronomi Sapere e Arrighi – conclude la dirigente – per far imparare a trattare i vigneti, gli ulivi e insieme a questi esperti vogliamo costruire una piccola serra e poi con i prodotti di frutteti creare marmellate con la consulenza della ditta Armando in Porto Azzurro. Esiste un progetto finanziato dal ministero per tutto ciò, ma ora abbiamo anche qui accanto nel nostro istituto lo spazio per l'agrario a portata di mano».

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