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I.T.C.G. "G. Cerboni"

 

Gli esami di Stato della ripartenza italiana, quelli dei 233 maturandi dell’Elba, degli istituti superiori tra Isis Foresi e Cerboni, impegnati nell’ultima prova nell’anno terribile della pandemia. Un evento significativo da paragonare al vissuto dei giovani del dopoguerra, che insieme ai padri Costituenti della Repubblica, furono chiamati a risollevare le sorti della nazione, dopo fascismo e conflitto mondiale. E anche adesso l’Italia deve provare a risorgere da una forte crisi ancora non conclusa. «Sono il nostro futuro, la nostra speranza questi studenti».

Concetti elevati emersi dall’incontro col presidente di una commissione di esame, il preside Andrea Simonetti, chiamato ad agire al Cerboni, l’istituto per geometri e ragionieri di piazzale Annarita Buttafuoco a Portoferraio, intitolato alla memoria di un’elbana d’adozione, che fu presidente dell’Unione femminile italiana. Per parlare col dirigente abbiamo seguito il protocollo di accesso anti contagio, dopo aver preso appuntamento tramite il vicepreside Achille Bruzzi, visto che la dirigente scolastica, Alessandra Rando, è pure lei impegnata a presiedere una sessione d’esame a Livorno, al tecnico Vespucci. Il cancello rigorosamente chiuso è stato aperto da Concetta Murgo che verificato il diritto ad entrare e la mascherina indossata, ha fatto eseguire il lavaggio delle mani con gel a base alcolica, quindi la misurazione della temperatura e a questo punto Cristina Luca e Massimiliano Barone, della Croce Rossa dell’Isola D’Elba, sezione di Rio, hanno fatto compilare la dichiarazione anti Covid-19, che chiunque entra deve redigere. Nell’ampio atrio dell’istituto l’incontro, a distanza di due metri, col preside Simonetti del liceo Cecioni di Livorno, che presiede gli esami per i futuri ragionieri e per il gruppo di studenti del serale. «Una situazione diversa; unica speriamo. – ha detto al Tirreno –. Ma la scuola la vive con preparazione, con puntualità e metodi anti contagio tra cui il distanziamento. Una prova solo orale di un’ora in cui ogni ragazzo può esprimere tutta la sua preparazione, iniziando col trattare il proprio elaborato, anche multimediale, presentato ai docenti e riguardante la materia di indirizzo, quindi l’esposizione del percorso di ex alternanza scuola-lavoro, con impegni fatti di esperienze trasversali e l’orientamento, che abbracciano tre anni scolastici. E poi anche il tasto di Cittadinanza e Costituzione». E il preside ha fatto presente che questi giovani sono tornati a scuola per l’esame dopo un forzata assenza di mesi. Un impatto particolare; si sono preparati con la didattica a distanza e si sa che ci sono stati anche problemi di connessione internet per diversi di loro. «La scuola vera – dice il dirigente scolastico – è rapporto diretto tra docenti e discenti, un guadarsi in faccia. Un anno duro. L’esame quindi diventa un momento di ripartenza e i giovani hanno davanti i loro sei docenti e possono valorizzare il percorso fatto. In tale situazione ancora maggiore la responsabilità nostra nel giudicare, tenendo conto che esistendo solo la fase orale qualcuno è privilegiato e chi meno, ma sono stati tutti ammessi con un bel 60 su 100 punti da conquistare e quindi si parte con un ottimo bagaglio. A 19 anni questi maturandi dovranno affrontare il mondo in un periodo difficile, guai dare loro segnali sbagliati. È un momento molto delicato per questi ragazzi: loro sono il nostro futuro e vanno valutati con grande responsabilità trattandoli il più possibile con giustizia. Un momento importante per loro che sono il simbolo della ripartenza italiana, che dovranno affrontare con determinazione».

E Simonetti spende anche parole forti d’incoraggiamento: «Forza ragazzi, siete tutti noi, impegnatevi come hanno fatto i nostro padri, i nostri nonni che uscivano dalla Seconda Guerra Mondiale. Non a caso diversi studenti hanno detto nel colloquio di quei tempi che furono pesanti ma ricchi di valori che sorressero i padri Costituenti. Uscendo dalla scuola affrontate questo periodo arduo; ci rimboccheremo le maniche e sarete una forza in più per dare una svolta positiva alla vita sociale. E penso ai ragazzi con disabilità ai quali devono andare le nostre massime energie e quindi nel prossimo anno scolastico, dobbiamo trovare soluzioni migliori per i giovani che hanno più bisogno».

«Non c’è nulla che sia ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali», diceva Don Milani. Soddisfatto anche il vice preside Bruzzi: «Positivo il clima tra commissari d’esame, presidente e ragazzi che sono stati messi a loro agio per esprimere la loro preparazione evidenziando le competenze acquisite». —

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